Gocce di storia - Sito Ufficiale Artista Elio Lazzaro Unico

Pittura artistica,
astratta e figurativa. Letteratura contemporanea.
Elio Lazzaro Unico
"Tornare alla pittura su supporto"(Suppletismo).
serigraph
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Gocce di storia

Fotogramma dal film "La Corsa al Posto", 1996.

Elio Lazzaro Unico, fin da bambino aveva visto il padre militare, Ufficiale dell'Esercito Italiano, dipingere in alcuni momenti di ispirazione giovanile. Durante il servizio militare, Elio ricevette dal Colonnello dei Granatieri di Sardegna, il suo materiale per dipingere che unì a quello del padre, che era ormai fermo da alcuni anni. Così, durante una licenza, Elio cominciò a lavorare con questi materiali di provenienza della sua caserma. Finito il periodo militare, egli seguì un corso di Informatica per Programmatori di Personal Computer e lavorò effettivamente come Programmatore per la Società Page Europa S.p.A. del Gruppo Selenia. Soltanto sei mesi. Siccome l'Ufficio di Collocamento non gli riconobbe la qualifica di Programmatore, Elio dovette trovare un altro modo per lavorare, data la crisi economica e politica che ad inizio anni '90 gli impediva di sbarcare il lunario. Fu soltanto grazie alla visione regolare della trasmissione "Alla Ricerca dell'Arca" della Rai, condotta da Mino Damato, che iniziò a dipingere con gli acquerelli per iniziative lanciate dal noto presentatore, poi divenuto amico ad inizio anni 2000, avendo lottato insieme per una campagna elettorale. Purtroppo una crisi personale dell'artista, dovuta alla solitudine e al clima teso di quei tempi (lotta Stato-mafia, impossibilità di essere riconosciuto in qualche modo, anche a causa delle sue condizioni di salute precarie, malgrado la specializzazione in Informatica), lo spinse a lavorare anche in altri settori: scrivendo delle belle poesie, scrivendo letteratura varia, sceneggiature per cortometraggi, portando avanti la fotografia artistica. Un lavorare matto e disperatissimo che lo portò anche a seguire dei corsi di specializzazione: Assistente e disegnatore edile, Elettronica Digitale per Microporcessori e Microcomputer. L'artista si formò in quelle ore drammatiche e iniziò a dipingere con sicurezza e con grande ispirazione, dal 1990 al 1995. Fu grazie al film "Ad Ovest di Paperino" che Elio capì di dover uscire dallo studio e frequentare la città di Roma, malgrado le difficoltà personali. Così conobbe persone importanti per lui, come il Signor Cantagalli di "Parati e colori" a Viale Somalia, che era divenuto, dunque, il suo fornitore personale e il suo mentore; Ernesto, l'edicolante di Piazza Minucciano; Gianni, del negozio di Ottica di fronte all'Ateneo Salesiano; Eugenio e Giovanna, del famoso Bar Mosca; il negozio di fotografia presso Conca d'Oro, con cui collaborò per un certo periodo. Purtroppo, nel 1996 la solitudine e l'assenza di traguardi raggiunti e di considerazione, lo portarono a non controllare più il suo stato emotivo e, malgrado i suoi notevoli poteri parapsicologici, fu ricoverato il 19 gennaio 1997 presso il reparto psichiatrico dell'Ospedale Pertini di Roma. Lì fu curato e dimesso dopo ventidue giorni, avendo iniziato una cura fissa col dottor Meterangelis, noto valente psichiatra di Roma, presso la Asl di riferimento. Il dottore capì subito l'estro del suo paziente e ne incoraggiò lo svolgersi, con una cura a base di psicofarmaci ed una psicoanlisi di sostegno, a cura della stessa Asl. Da allora, Elio aveva cominciato a rilassarsi e a dare il meglio di sé nelle arti, come nella scrittura, nelle associazioni, nella vita pubblica e nella fotografia artistica. Purtroppo nel marzo 2001, fu fermato da una discopatia alla schiena, la cui fase dolorosa durò un anno preciso e che lo costrinse ad abbandonare la pratica degli sport (calcio, sci, tennis; il tiro a segno già lo aveva dovuto lasciare, suo malgrado, durante il ricovero, malgrado il servizio militare svolto brillantemente e il porto d'armi che aveva conseguito per la pratica sportiva). Elio riuscì a superare anche tutto questo, malgrado i dolori non si fermarono completamente, e iniziò, su consiglio della sorella Marina, un corso di affinamento delle capacità artistiche, che aveva sviluppato con numerosi corsi in autoapprendimento. Si iscrisse, nell'ottobre 2004, all'Accademia d'Arte RUFA di Roma, Roman University of Fine Arts, sotto la guida del bravo professore-artista Tullio De Franco e delle Sue valenti assistenti. Elio conseguì l'attestato di studio dei corsi liberi di disegno e pittura, riconosciuto dallo Stato Italiano, e continuò gli studi per qualche anno ancora. Anche gli studi di yoga, meditazione, radioestesia e cristalli lo avevano rimesso in asse con le sue capacità parapsicologiche, meno evidenti di prima del ricovero. Così Elio iniziò a partecipare a importanti esposizioni a Roma e in Italia, avendo ricevuto anche una lettera di buon lavoro svolto dalla Saatchi Gallery di Londra, con l'invito a partecipare gratuitamente alla loro galleria di artisti on-line. Elio diede vita, da Programmatore, alla prima versione del sito Internet di questo indirizzo Internet (www.eliounico.it). Parimenti fondò il Movimento del Suppletismo (dal latino 'suppleo' che vuol dire 'aggiungo ciò che manca, sostituisco'. Con tale movimento si proclamava il ritorno alla pittura su supporto a cavalletto, in modo che divenisse 'pittura totale', nel senso di dipingere sia in figurativo che in astratto, con tutte le tecniche a disposizione, in modo che l'artista possa epsrimere compiutamente se stesso. Si sa infatti che dal figurativo e soltanto da questo, si passa all'astratto e poi, dall'astratto si torna al figurativo. Un percorso naturale. Elio che iniziò a dipingere presso la sua abitazione di origine in Calabria, lavora e vive nello studio di Roma e in quello in Calabria, appunto, in estate. La ricerca interiore nella maturazione personale, la ricerca artistica e letteraria, lo hanno spinto a seguire sentieri mentali e immaginari, così distanti dal reale orribile, quanto intuitivamente possibili per tutti e per ognuno. Un nuovo mondo, fatto di pace e amore, di arte e musica, di impegno e di ascolto, di meditazione e di aiuto reciproco. Tanto da divenire vita felice, in una Italia che abbandoni le tagliole fiscali a faovere della crescita vera. La lezione di Morandi per le dimensioni di molte sue opere e per i ritmi di vita, di Guttuso, di De Chirico, ma soprattutto Dorazio ed Emilio Vedova, lo hanno spinto a realizzare ciò che mancava all'arte italiana, affinché non si chiudesse, ormai vinta, in se stessa. I ritratti rigorosi del Rinascimento e quelli pop di Andy Warhol, con la sua voglia di libertà, lo hanno sicuramente indirizzato ad osare in questo campo non facile, con abili intuizioni realizzative. Astrattismo informale espressionistico, che diviene Espressivismo in lui, in cui trabordano le armonie emotive ed emozionali, insieme all'istinto del dripping e alla esplicazione di un inconscio finalmente visibile e amabile: la prigione diviene armonia, sia nella sua semplicità, che nella sua ideale completezza culturale. Nel 2018 due sue opere pittoriche, una astratta e una figurativa, sono state catalogate all'interno della prestigiosa Collezione Sgarbi di Ferrara. Aurelio Nicolazzo.


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