RESURREZIONE DI LAZZARO
Decido poi di
chiudere l'anno con l'opera più difficile e forse più importante:
"La Resurrezione di Lazzaro". Il problema che si è subito
presentato e che mi ha fatto davvero penare è stato quello di interpretare
il volto di Cristo, senza copiare da opere già dipinte dai maestri
e senza usare modelli. Decido di passare lunghi momenti di concentrazione
ad occhi chiusi in meditazione, per far affiorare alla mia immaginazione o
all'occhio mentale della chiaroveggenza, il.volto da dipingere, così
come forse era, o come doveva essere per me. Riesco alla fine a visualizzare
il volto da dipingere nei suoi particolari e allora capisco che posso completare
i bozzetti preparatori e gettarmi a disegnare sulla tela 100x110. Il disegno
viene subito bene e anche una volta dipinto a casa in studio, il Gesù
è davvero impressionante. Misteri dell'arte. Il quadro è terminato
e, oltre alla figura del Cristo, in posizione principale, vi è il Lazzaro
nudo risorto con le bende della morte tra le mani, come a dirci che è
sbalordito di tale miracolo e che ha capito. Vi sono poi due donne, una inginocchiata
in preghiera, che ama Lazzaro e ringrazia Dio per tale evento, l'altra che
indica con l'indice della mano destra verso l'alto a indicare sopra di lei.
E lì sopra c'è un aereo militare e quindi non si capisce se
tale donna voglia indicare l'aereo come grande evento, non rendendosi conto
di ciò che è accaduto a Lazzaro, oppure superi l'aereo per indicare
la fonte di tale miracolo, quindi nella comprensione vera delle cose, cioè
Dio. Ho aggiunto inoltre una coppa stilizzata su un altare con un diadema
di ametista al centro, sul davanti di esso. E' il Graal con il suo mistero,
ovvero il potere dei cristalli di operare guarigioni, per cui il Graal è
il potere della natura di aiutare l'uomo, dato anche esso da Dio. Il pensiero
è rafforzato dai cristalli grezzi di quarzo sul prato, davanti all'altare.
Vi è anche la "lancia del destino", un altro riferimento
cristico che è la lancia di Longino che trapassò il costato
di Cristo e che sembra aver avuto un peso nella storia delle reliquie. Due
alberi, uno frondoso e ricco di frutti, presso il Cristo, rappresenta la possanza
dei frutti spirituali del vero cristiano, l'altro secco sulla linea di orizzonte,
indica l'aridità spirituale del non credente. Infine la presenza dell'erba
lì ove dovrebbe esserci sabbia sottolinea la presenza di Gesù.
L'erba sembra illuminata in un grande cerchio che giunge fino a Lazzaro più
indietro; anche Lazzaro ha una luce che illumina proprio intorno a sé,
ma è una luce molto più limitata.