Libro pubblicato sulla base delle poesie delle raccolte precedenti. Breve selezione. Non vi sono poesie nuove.

 
LA LAMPADA MAGICA
Se avessi la lampada delle mille e una notte
chiederei al genio prigioniero di calare il velo
alle tre enigmatiche odalische dell'Arem della vita
Se avessi la lampada delle mille e una notte
chiederei al genio dei desideri di far affiorare
dalle acque la gloriosa Nike della pace
per l'umanità tutta
Se avessi la lampada delle mille e una notte
chiederei al genio ormai libero di far saettare
dall'armato Cupido un dardo soave nel cuore di Afrodite
Se avessi la lampada delle mille e una notte
nulla più potrei chiedere ma avrei la certezza
di aver cercato le chiavi per aprire la porta
dell'eterno inganno umano
 
LA LUNA
La luna è il misterioso scrigno dorato
dei nostri sogni
 
SON QUI SOLO
Son qui solo
come un piccolo passero infreddolito
e i miei sogni sono
una sfera di cristallo in bilico sul mondo
 
CASERME
Fuggire da questa misera condizione
per raggiungerne una peggiore
aspettando che torni il conto dei dadi
 
IL FIUME
E' da tempo che un fiume, un enorme fiume
preme sulle robuste pareti di una diga
Nessuno mai potrà da solo
distruggere quel muro
Ma attraverso il tempo, che trascorre lento,
una forza sconosciuta preme
per superare l'ostacolo;
e allora moriranno i costruttori e i loro figli,
ma ci sarà un giorno di felicità
in cui il fiume ritroverà il suo letto
e scorrerà libero per l'eternità.
 
TORTA
Un raggio di luce
rompe l'oscurità della stanza
filtrato dalla porta mal chiusa
Ed io sono triste
La mia anima è una torta
di tante porzioni già separate
dall'avido coltello
grondante lacrime
Ma perché non vi servite?
Perché sono ancora un essere intero?
 

RIVO TUMULTUOSO
Rivo tumultuoso
inondi le orecchie
di un cupo fragore
che tutto sommerge

GIORNI AMARI
Se sei ruvido fuori
come la carta vetrata
aspetti che qualcuno
si graffierà le dita
Magari la tua mente
viaggia fra nobili pensieri
senza che si accorga minimamente
dell'ostilità nascente nei giorni amari
Di certo tu ami la vita
perché è gioiosa se ben vissuta
Ma se ti impediscono di essere te stesso
non reagire e non fuggire
ma sogna il tuo prossimo passo
perché l'onda negativa
non ti faccia scomparire
sotto la sua sconvolgente forza
Poiché libero nasce il tuo spirito,
segui la strada che indicano le tue dita
 
SPERARE
Guardo la polverosa targa,
premio e consolazione a me
che ne contemplo il ricordo.
Ricordo, polvere, commozione...
poco per un manager fallito
troppo per un'anima possente.
Lento il dito ne pulisce 
l'argentea superficie, 
e ne libera il ricordo 
per troppi giorni oscurato
dall'oblio della dimenticanza.
Freddi e composti arzigogolii
intagliano la piastrina
come sulla distesa desertica
impronte d'auto.
Linee di percorso, parole.
Conforto nell'incredulità,
speranza del domani
voglia di lei, voglia per lei.
E se targhe mai più potrò vedere
certo essa è lì 
e mi obbliga a sperare!
 
ROSA DOMANI
Rosea scultura morbida, inebriante
aspetta paziente d'essere percossa
dal rovente raggio abbronzante.
Rosa, rosso, bruno sulla sabbia al mattino
mentre riposa, aspetta e non vuole nessuno.
Corpo che riposa, ma sembra che chiami
ma forse non vuole, aspetto domani!
 
PARLAMI DI TE
Stanco, svuotato e triste
cerco i tuoi occhi accesi
che soli sanno ricaricarmi.
Più m'attendo a faticare
più il mondo ci fa allontanare.
Non vuole il nostro sogno
fare realizzare.
Insisto, lotto e soffro
ma tu mi manchi, ed io
non dormo.
Nel vuoto delle giornate
guardo intorno e non ti vedo.
Vorrei vederti, ma non posso.
Vorrei toccarti, ma non ci sei.
Allora prendo la penna
e te lo dico: parlami di te
ed io ritroverò il sorriso.
 
Primo settembre 1989
Schiere di uomini vestiti d'acciaio
avanzano cadenzanti il passo
per essere fila dopo fila
inghiottiti
dall'orrendo abisso
della notte dei tempi;
tutte cavie impaurite
nelle mani dei loro capi,
adepti della fede nel nulla
ma avidi del colore del tutto. 


IMMAGINE GIALLA
Allungarsi e muoversi
tossire e vedere
immaginare
cercare
e all'improvviso trovare,
trovare un velo trasparente
che ondeggia, volteggia
si fa consistente
Non vedo
il muro m'impedisce
una croce appare
io piango
All'improvviso 
immagine gialla dal tempo
nitida, colpisce
li sento
li vedo
partecipo
ci sono anch'io!
 
CITTÀ
Alba, tramonto sbiadito
cancella la notte
Luce che mette a nudo
i segreti appena vissuti
da una città pigra
Travaglio,
incerto avanzare
Bisbigli diventano suoni
che coprono il rumore dei passi
sull'umido selciato
Opera d'arte animata
finalmente distinguo
Avidi pensieri
code velenose
Passerà anche oggi
ma senza domani
 
BERLINO
Alto muro, ruvido, freddo
mortale approdo
per vascelli impazziti
alla ricerca dell'isola
dell'Unione e della Libertà
Crollo
esaltazione nazionale
sulle fondamenta
del palazzo comune
Unione, cooperazione
libertà e sacrifici
ma sacro diritto
all'essere se stessi
tutti
 
PAPIRO, LIBRO...
Rotoli di papiri disuguali
nelle ceste del passato
Libri negli scaffali
brevi o lunghi
forse ispirati
fan bella mostra di sé
nelle biblioteche
Papiro, tempo, papiro
papiro, tempo, libro
libro...
 
 

ISTANTE
Guardo il giovane ciliegio
bello di rossi piccoli frutti
nel prato della mia mente
Sole, luce intorno a me;
cicale, compagnia sonora;
ma, fugace e visione
tutto scompare
Cartolina di vita
che non c'è
ma per un istante
è stata
senza essere vista
 
AMICO
Gelida voragine incolmabile
divide la sera
Tocco la tua spalla
ma il buio ci separa
La notte che scende fra noi
t'impedisce di capire ed aiutare
Vedi un bambino affogare
e volti le spalle spavaldo
Pensi solo a te, e forse è vero
 
COSÌ
Perché sono così
prigioniero di me stesso
disperato per non poter vedere
affamato di un alito tiepido di vento
che allontani da me questo giogo doloroso
e nutra il mio cuore spezzato
che sperare più non può.
Ma i capelli, forse, si muovono già.
 
TORTORA, COLOMBA
Tortora, colomba
guardi di lassù e sei;
io no. Vedi e non puoi.
Io posso ma non capisco.
Forse un giorno saprò.
 

PROPRIO ORA
Crepitare improvviso di tuono rompe la notte
mi sveglio e vedo la luce che abbaglia.
Resisto e capisco: sono più tranquillo.
Il tempo dei frutti maturi è ormai giunto
non resta che coglierli.
Tuttavia una rossa lacrima sgorga dal cuore:
la lacrima dello sgomento e dell'ignoranza.
E seppur saprò, non potrò più adesso, proprio ora.
 
LA VORAGINE
Mi sento come uomo
che dopo breve passeggiata
si volta sorpreso e spaventato
a guardar la nera voragine
che ha appena ingoiato la terra
alle sue spalle; ignara.
La voragine dello spaziotempo
il cattivo dell'umanità.
Uomo in bilico sul passato
che oramai non tornerà.
Il cammino comincia.
 
IL MURO
Piccola complicata bambola
bella sfinge dei miei sogni
scrigno del reale gioire
mai uguale, sempre profonda.
Eppur il cor soffre e piange
perché il muro, questo muro,
non è crollato.
Se le nebbie del diverso spazio-tempo
ci offuscan le menti e c'indeboliscono
tuttavia il muro cadendo
la giovanil gioia mi darebbe.
Ma sarò degno? Sol tu puoi dir si
premendo il pulsante 
che toglie la buia barriera
e che ti fa mia, amata complice.
 
 

A MIA MADRE
Riconciliarsi con il creato
dopo averlo trascurato.
Giorni e giorni
senza badare
al volto tuo che sorride
al termine di un giro solare.
Routine di impegni gravosi
non riesco a vedere i tuoi sorrisi
mentre anche tu diventi inutile oltraggio.
Ma se questo è il progresso
che uccide in noi l'amore
per l'onore e il successo,
quanto sarebbe meglio dimagrir
nell'impegno di una vita più sana...
al contatto della materna natura.
L'inghippo presto sarebbe svelato
e da tutti verrei allontanato
perché non mi son equiparato.
"E' inferiore, è indegno!"
son migliore e ci guadagno.
E quando domani non ci sarai più
guarderò in giardino l'ortensia appena fiorita
che mi tradurrà un tuo sorriso
e mi dirà che ci sei
come sulla stalla la cometa.

COMA PARTITICO
Capelli d'oro
occhi di diamante
pelle di seta rosa:
cosa sarà ciò, non so...
ma quegli occhi blu
di quella testa di marmo
m'impressionano; sembran veri.
Autostrade di cristallo
solcate da navi di marzapane
mentre piovono canditi.
Beh! Meglio il pandoro.
Tartarughe di corallo
s'inseguono veloci:
è un'opinione.
Sciare su monti di cacao
sbiancati dalla zuccherina polvere.
E se volare fosse la norma?
Ci vorrebbe la macchina
per camminare.
Mi rotolo nel letto;
svegliatemi da questo coma
che ormai la sveglia
più non sento.
 
E SCOPRO ME STESSO...
Oh dolce perdersi tra le braccia
d'una nuda vestale.
Confondere il ricordo di altri abbracci
col suo calore vitale
che riaccende la speranza.
Forse è più bello adesso
ma allora c'era di più:
c'era l'amore cieco
che tutto prende
per nulla perdere.
Oggi la ragione vince
smarrendosi però
al primo colpo a segno.
E scopro me stesso...

"Black Hole"
In uno spazio che non è lo spazio.
In un tempo che non è nel tempo 
la mia mano protesa s'apre
a dare invisibili certezze
ma non riceve.
Orgogliosa mano, dai fiera
aspettandoti inconsciamente
e con fanciulla innocenza
di ricevere un fresco fiore.
Oh come può essere legato,
il cuore, alla propria mano
più che la mente!
Ma si torna amaramente se stessi
ora che il nulla ingoia
ogni speranza e visi, volti, voci
scompaiono nel "Black Hole"
dell'aridità umana.
 
INSIEME
Esplodo d'amore per te
mentre lo urli al mondo.
Noi non siamo nulla.
Non siamo la candela 
che si estingue lenta
il salto in alto sbagliato.
Siamo la vita che rinasce a primavera
il vento che rinfresca nella calura
il porto definitivo per l'amore.
E tra poco, forse, amore, lo scopriremo insieme.
(15.5.1996)
 

E' SOLO CODARDO OLTRAGGIO
Secchi colpi di tamburo
fuori tempo e ritmo
angosciano la mente esausta.
Ed il cuore risponde
quale orchestra fuori tempo,
e colpisce il mio sentimento
con fastidiosa e sgradita aritmia.
Devo reagire, devo colpire.
Eccomi che esco
affronto il dunque
ovunque e come solo io so.
E fugge codardo, senza dignità
né difesa; è solo codardo oltraggio
ed io sono il suo vincitore.
(18.5.1996)
 

ALLE SEDICI
Alle sedici cominciano gli Europei
gioca l'Inghilterra
ed io son qui
ad uccidere il finto gioco
scrivendo di ieri
pensando a domani
circondato dai demòni dannati
in una riserva indiana
che non ha neanche l'acqua.
(8.6.1996)
 
DENTRO
Come precipita la neve
in disastrosa valanga
così io dentro me
oggi.
 

MA CHE GUERRA E'?
Cos'è, lì in Bosnia?
Un cesso a cielo aperto,
quattrocento lapidi al villaggio.
Un cane dagli occhi spauriti...
Giocano i bambini
Si ode uno sparo...
..."correte via di lì!"
Un cecchino spara sulla gente
e quel bambino già più non sente.
Ma che guerra è?
Tutto è distrutto
nulla è in piedi
niente ci commuove più
tutto è ridere.
E la terra gira ferita
chiedendosi perché
tutto ciò accade in sé.
 
RIVOLUZIONE
Rivoluzione.
Quante volte ho sentito questa canzone.
Rivolta, di che? Rivolta, perché?
Ci dormo sopra... poi mi sveglio
...e sono guai.
Rivoluzione.
Ce n'è una anche da noi.
E com'è finita, poi?
Colgo un fiore
che non ha più il suo colore.
Vedo morte le mie piante,
ecco  il perché
delle lacrime 
del salice piangente.
Ecco, finalmente lo sento:
li hanno presi, poi.
E i soldi? Non li vedrai, non son più i tuoi.
GRAZIE.
Se accendo la tv mi sento male:
non si dà così la notizia.
Questa non è giustizia.
Ma è così anche nell'altro canale.
Che casino: drappi rossi, drappi blu.
Le teste cadono,
le Bastiglie van giù.
Adesso ti muovi anche tu
e il vigile la multa te la fa.
E rimandi tutto,
oggi hai pagato già.
Rivoluzione, perché
rivoluzione, macché
si cambia la Costituzione
si rinnova l'istituzione.
Ma l'ortolano è sempre là...
...sul suo campo.
 
PIANTO NOTTURNO DI UN DISOCCUPATO ERRANTE
Accelera, accelera...
Corri. Di più.
L'anima urla.
Il vento sulla tua Harley.
Non riesci a piangere.
Domani, un altro colloquio.
Devi resistere.
Stai a casa, non dormi.
Il bambino piange
tua moglie ti sorride
ma non nasconde
negli occhi la domanda
che in mente ti gira
"Perché?".
Accelera, accelera...
Corri. Di più.
L'anima urla.
Il vento sulla tua Harley.
Rubare non sai
non te lo insegnano a scuola.
Sembra sol'ieri:
oggi t'interroga, lo sai
ma son questi i guai?
E' che tuo padre t'ammazza
e quanto pesano i tuoi colorati libri.
Accelera, accelera...
Corri. Di più.
Il vento sulla tua Harley.
Anni Ottanta di merda!
Chi ce li ridà, adesso.
E perché devo pagare se non ho rubato?
Anche oggi son rimasto
disoccupato.

È SERA
Camminare piano per non svegliarla:
meglio se dorme un po'.
Sedersi a fumare, a guardarla:
piccola testolina indifesa;
se non ci fossi io qui con te...
Il fuoco nel camino
ha preso bene: guarda come arde.
Spengo la luce ma si vede lo stesso.
E' sera; si va d'accordo.
Hai sorriso e scherzato
hai giocato con me.
Malsicura sui pattini che t'ho regalato
sei caduta e m'hai abbracciato.
Hai riso quando li ho provati.
Tenero quel bacio
ricco della tua gioia di vivere
dimentico di ieri
incosciente del domani.
La fiamma, gagliarda, t'illumina
e dà senso alla mia vita
a questa casa e alle sue fredde mura.
Tra poco ti sveglierai,
quell'ultimo caffè, lo so, lo berrai.
Ci abbracceremo ancora,
ma a casa ti aspettano.
"Per oggi smettiamola, dai"
"Sì". Ma dopo cominciano i guai.
 
SENSAZIONI
Correre in riva al mare
sul compatto bagnasciuga
mentre a sinistra
un treno deciso sfreccia
nella direzione opposta alla mia.
E il suo urlo è voce di donna
che chiama incessante:"Ivo!".
Sensazioni.
 
IL SILENZIO D'AGOSTO A ROMA
Quando più assordante è il silenzio
allora emerge il ricordo e trionfa la consapevolezza
di questi anni difficili, complicati.
Illusione, un cuscino sgualcito,
una televisione da accendere
sapendo che non basta e non basterà.
Il sorriso dei tuoi
ancora per quanto, chissà;
speri che questo sole non tramonti mai
per agire, per sperare.
Un lucchetto a combinazione
il vento tra le fronde
il silenzio d'agosto a Roma.