
Per una visione più completa, e per i dati tecnici delle opere vedere la pagina delle Gallerie, dove sono divise per argomento trattato. Qui nel Catalogo i quadri sono divisi per anno con foto ma senza dati. Più in basso una sezione con alcune opere in evidenza e le due esposizioni di "Acquerelli e Tempere" e "Altre Opere".
Il
primo vero e proprio quadro è del 1990, una tecnica mista terminata
il giorno centenario della morte di Vincent Van Gogh: il 29 luglio
1990. Ma il primo acquarello "serio" è del 1986.
Dall'aprile 1991 dipingo con decisione soggetti appartenenti
alla natura e oggetti. In giugno dipingo "Fidanzati"
che è la prima opera onirica all'origine del filone Suppletista
attuale. Mi resi dunque conto che la mia vita sarebbe stata quella di
pittore, ma i richiami della civiltà del lavoro e la necessità
di lavorare per vivere la mia vita mi fecero allontanare dalla pittura
e così, nel 1992, dipinsi due soli quadri ed uno
nel 1993. Ma la lotta per la sopravvivenza, lungi dall'abbattermi
mi diede più convincimento e ispirazione. Così nel 1994
ripresi i pennelli e mi dedicai a dipingere soggetti semplici, opere di
artisti del passato, disegnati al contrario sul cartone telato. Ho fatto
il copista per giungere ad avere maggiore sicurezza del mezzo espressivo.
Quindi un ritratto di della Rockstar Madonna a lei donato. |
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E
così nel 1995 mi dedicai ai paesaggi romani, ma
anche al tentativo di unire fotografia, cinema e pittura e nacquero dei
dipinti importanti. Nacque il quadro "Boston"
soggetto tratto dalla foto originale americana degli anni Trenta, scattata
in quella zona degli Usa da un mio zio. E pure quattro opere tratte dal
film "Ad Ovest di Paperino" del 1981 con protagonista
l'attrice Athina Cenci. Una la donai alla brava artista
("Athina al Citofono"). Dipinsi anche i papaveri
e gli scorci di Roma, fino a realizzare quattro piccole opere con le cornici,
olio su tela incollata su tavola. Nacquero anche l'opera "Assisi
Medioevale" e "Civitavecchia: Porto e Torre",
anche questo ultimo incorniciato. Il 1996 fu anno tormentato
e uscirono dal mio studio 11 tele che sono espressione del mio tormentato
scavare nel profondo del mio animo e del mio "male di vivere".
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"Castel
Sant'Angelo" e "Piazza Campo dei Fiori",
entrambi incorniciati, preludono alla introspezione sofferta di quei giorni
e precedono opere di carattere religioso, poi donate ad un monastero toscano,
e il lavoro "Occhio che piange lacrima Bianca"
(il mio occhio) ed il sontuoso "Il Cavaliere della Vittoria",
dove un gigantesco cavaliere esce dalle acque con tutto il suo potere,
dove sullo sfondo vi è la rocca del mio vivere isolato e perso.
Dello stesso periodo due "Zeus" che scaglia
la folgore, uno nudo e uno con le braghette, messe dopo per uno scatto
di decenza improvviso che ha rovinato però il nudo preesistente.
Con il 1997 arriva una psicoanalisi (che porterò
avanti per lunghi anni) e il desiderio di sperimentare modi diversi di
costruire un quadro, dopo mesi di sofferenza psichica. |
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Ho potuto dipingere solo a novembre e nacquero nove opere. La prima è "Petali con linea verde", un quadro astratto. Poi ci furono "Il Ciack" e "Dream", due collage con temi la quotidianità, uno, e Madonna, l'altro. Ma anche "Lavoro" e "Car", "Madonna Collage" e "Fabbriche", opera figurativa dipinta. Dopo aver pubblicato il libro di poesie "Istante" (1997), nel 1998 mi regalo una pausa di riflessione per la pittura e non dipingo. |
Il 1999 è il primo anno in cui lavoro con tutte le tematiche e le tecniche utilizzate con successo negli anni precedenti. Dipinti figurativi e collage si alternano nel ritrovare nel disegno spontaneo un modo di esprimere il mio disagio esistenziale di senza lavoro. Vi sono anche 3 collage di nudi giapponesi oltre ad un nudo giapponese dipinto e al castigato nudo-collage di Romina. Il periodo seguente è stato un tempo di allontanamento dalla pittura e di impegno nel lavoro saltuario e nell'impegno nel campo dell'ufologia nella maggiore associazione nazionale, dove ho potuto crescere come uomo e come professionista. Anche la poesia è decollata bene.
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Nel 2003 ho già pubblicato il secondo libro di poesie "I Volti e i Giorni", ho scritto il primo romanzo e ritrovato il piacere di una pittura più matura e consapevole. Nascono due ritratti e la serie delle trivelle petrolifere, esempio di strutture grandi che mi hanno colpito fin da bambino, facendomi riflettere sulla civiltà contemporanea. Al ritratto di Ylenia sono molto affezionato, donna misteriosa che mi fa pensare al suo destino, così come misterioso è il fenomeno dei dischi volanti. Il mistero, le visioni oniriche o ad occhi aperti di un mondo parallelo a quello visibile, sono il riferimento per una pittura che si esprime con uno stile un po' espressionista, un po' naive, ma io direi Suppletista, dal latino Suppleo, cioè rinnovo aggiungendo ciò che manca. E, per fare questo, ricorro a tutte le tecniche che mi passano per la mente nel momento dell'ispirazione, maggiormente colori ad olio, ma anche acrilico e un po' di alchidico. Mi concedo dei rush nella pittura astratta, anche se per ora non è il tema dominante. Nel frattempo ho esposto alcuni quadri presso la Galleria d'Arte Selemark di Roma. Il 2004 è un anno eccezionale e vede la realizzazione di 14 opere. In ottobre inizio anche i corsi di Disegno e Pittura presso la RUFA, Libera Accademia delle Belle Arti di Roma, a completamento del mio libero istinto artistico. Sotto la guida del maestro Tullio De Franco, nascono nuove opere e lo pseudonimo Elio Lazzaro Unico, successivamente cambiato in Elio Nicolazzo in arte Lazzaro. Conseguito l'attestato di fine corso, continuo comunque gli studi confrontandomi con gli altri artisti dell'atelier e realizzando un rapporto profondo e intensamente artistico, positivo, con il professor De Franco che mi segnerà per il resto della carriera. L'ispirazione nasce spontanea ed esige di rendere reale ciò che si forma nella mente e che spesso non assume un senso compiuto al momento, ma solo dopo la realizzazione dell'opera si giunge a comprensione totale. E' il miracolo che dona l'arte. Lo stile è inesorabilmente espressionista e questo va spiegato per non incorrere in fraintendimenti. L'opera d'arte ha dei canoni base a cui ogni artista deve rifarsi per gli standard di qualità, ma un'opera "bella" o intesa tale non è garanzia di una "grande" o "importante" opera. L'opera veramente "bella", in realtà, è comunque quella che meglio esprime il pensiero dell'artista, indipendentemente se si tratti di "Merda d'artista" o di "Combustioni", o, dall'altro lato, della "Gioconda" o di un Tintoretto. Nel 2005 vedono la luce 27 opere e 4 acquerelli di piccolo formato. Prolifico e di grande qualità il 2006. Sperimentazione pura che va incontro al mercato, nel 2007. In questi ultimi anni ho partecipato ad importanti mostre collettive a Roma e in giro per l'Italia, con successo di pubblico e di critica. In particolare, nel 2007 è giunto un attestato di stima dalla Saatchi Gallery di Londra che ringrazio vivamente. Gli anni seguenti: |
In Primo Piano
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1995 Papaveri (S)***v |
1996 Piazza Campo dei Fiori |
"Una Vita a Colori", biografia artistica di Aurelio Nicolazzo, qui (formato Word da 1,7 Mb)
"Una Vita a Colori", biografia artistica di Aurelio Nicolazzo, qui (formato pdf da 269 kb)
Ultime Notizie - Il lavoro nell'atelier in Calabria, in contatto con la Natura e l'aria ossigenata, ha consentito al pittore Aurelio Nicolazzo di dedicarsi con successo ad una nuova produzione, centrale per l'anno 2010. E' nata anche l'idea per un nuovo filone di opere interessanti, a metà fra il figurativo e l'astratto.
"L'amore infranto" è nato dopo una prolungata seduta di meditazione e può ben parlarsi di immagine nata nella mente prima che nelle intenzioni dell'artista. Il filone astratto è giunto a piena maturazione nel corso del 2006 nell'artista. Lazzaro fin dal principio ha realizzato quadri prima visti in sogno, e così si accinge alla nuova serie di opere fra cui alcune realizzazioni oniriche, quali "Il Faro delle Colline".
* Naturalmente Aurelio Nicolazzo quando esegue un quadro espressionista, alla fine dell'opera è contento del lavoro svolto, come il meglio possibile, identificandosi nelle alterazioni delle forme e dei colori, che possono meglio esprimere il proprio stato psichico ed emozionale. Ma fin dal principio ha portato avanti opere espressioniste ed opere che riuscivano a realizzare su tela il suo desiderio di interpretare la realtà con il minor numero di distorsioni ed una fedeltà totale al modello, lasciando però al colore il compito di proiettare emozioni, dall'artista alla tela, e dalla tela allo spettatore. L'iniseme della pittura figurativa di Nicolazzo rappresenta un insieme di temi che sono espressi con questo stile particolare, nel tentativo di dare un nuovo contributo alla pittura, di esprimere l'uomo di fronte a questa epoca non facile da vivere.
I quadri figurativi sono ad olio su tela quasi tutti. Le tecniche miste comprendono l'acrilico, l'olio e l'alkyd. Tempera e altri colori in alcune opere su carta. Tutte le misure sono in centimetri.
ULTIMO AGGIORNAMENTO: 2 febbraio 2012 - Una nuova opera qui.
(S) Quadri esposti presso la Galleria d'Arte Selemark di Roma dal maggio 2003. "Boston II" dal 1994.
*** Opere esposte nella mostra "Formale o Informale?" della Galleria Pentart di Roma in Trastevere dal 20 gennaio 2006 al 2 febbraio 2006.
v Opera esposta alla mostra "Dall'ermo colle, infinite emozioni tra pittura e poesia", Mostra d'Arte e selezione per la partecipazione alla VII BIENNALE D'ARTE INTERNAZIONALE DI ROMA, a Recanati (Macerata) dal 20 al 27 ottobre 2007.
(S2) Opere esposte presso la Galleria Selemark di Roma dal 29 ottobre 2006. Manca qui l'opera "Castel S.Angelo", presente nelle Gallerie in "Paesaggi".